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Opzioni · Studio su dati reali

Conviene Vendere Opzioni Call?

Di Luca De Cesare · 16 luglio 2026 · Lettura: 14 min
Periodo: 04/01/2010 → 31/12/2025
Durata: 16,0 anni
Sottostante: $SPX
Size: 1 contratto (×100)
Strategie testate: 2
Operazioni: 192 + 192
In sintesi
  • In 16 anni la vendita sistematica di call "naked" sulla scadenza mensile di SPX ha prodotto −$294.097: aspettativa negativa (−$1.532 a trade, Profit Factor 0,56) con un win rate di appena il 50,5%.
  • L'ultimo massimo dell'equity risale all'agosto 2010 (+$3.023): da lì in poi, 15 anni e 4 mesi ininterrotti di drawdown. E le perdite peggiori (fino a −$47.921, oltre 3 volte il premio) arrivano proprio nei rimbalzi dopo i crolli, quando i premi sembrano più ricchi.
  • La stessa call, venduta dentro una Covered Call sintetica, cambia tutto: +$309.302, win rate 79,2%, Profit Factor 1,72, 14 anni positivi su 16.
  • Ma la decomposizione per gamba rivela la verità: il sottostante sintetico ha reso +$614.508, la call venduta da sola ha perso −$305.206 anche dentro la struttura. Il motore è il sottostante, non la call.
  • Una Covered Call equivale a una put venduta: le perdite si concentrano nei crash — −$90.203 nel crollo dei dazi 2025, −$89.310 nel COVID, −$78.080 nel bear market 2022. Fattibile, sì — ma solo gestendo attivamente il rischio.

Nell'articolo sulla vendita di put avevo chiuso con una promessa: il premio si raccoglie su entrambi i lati del mercato, e prima o poi avremmo guardato in faccia anche l'altro lato. Eccoci. La domanda di oggi è speculare e altrettanto gettonata: conviene vendere opzioni call? La risposta di pancia di molti manuali è "mai, il rischio è illimitato". Quella di certi venditori di premio è "certo, la theta lavora per te". Come sempre, io non mi fido né degli uni né degli altri: ho backtestato 16 anni di dati reali di opzioni su SPX, due strategie complete, ricostruite giorno per giorno, in dollari, senza sconti.

Cosa significa, davvero, vendere una call

Approfondimento · Cos'è una call, e cosa significa venderla

Una opzione call è una scommessa sul rialzo: chi la compra paga un premio e acquisisce il diritto di "comprare" l'indice a un prezzo prefissato (lo strike) entro una scadenza. Chi la vende incassa subito il premio e si assume l'obbligo opposto: se a scadenza l'indice è sopra lo strike, paga la differenza — su SPX il regolamento è in contanti, 100$ per ogni punto di indice.

Il profilo del venditore è brutalmente asimmetrico: guadagno massimo = il premio, non un centesimo di più, qualunque cosa faccia il mercato. Perdita massima = teoricamente illimitata: non esiste un tetto a quanto un indice può salire. E c'è un'aggravante che il venditore di put non ha: il rischio è aperto proprio nella direzione in cui l'azionario tende strutturalmente ad andare — verso l'alto.

A questo si aggiungono due problemi pratici. Primo: i margini richiesti dal broker esplodono proprio quando la posizione va contro, con il rischio di margin call nel momento peggiore. Secondo: la posizione ha gamma negativo — più il mercato sale, più il delta peggiora, e le perdite accelerano invece di stabilizzarsi. Sulla carta, insomma, vendere call nude è una pessima idea per motivi tecnici precisi. Ma io le opinioni, anche le mie, preferisco verificarle: ho messo i numeri alla prova.

Strategia A — La vendita nuda: call delta 0,5, ogni mese, dal 2010

La strategia testata è la versione più pura e sistematica possibile: ogni mese si vende 1 call at-the-money (delta ≈ 0,5, strike praticamente sul prezzo) sulla scadenza mensile standard di SPX — quella del terzo venerdì — e la si porta a scadenza. Nessuno stop-loss, nessun rolling, nessuna discrezionalità: l'ingresso avviene subito dopo la scadenza del ciclo precedente, a circa 30 giorni dalla successiva, e si lascia che il mercato decida.

Il venditore incassa in media $4.804 a trade — il premio "pieno" dell'opzione ATM a un mese — e scommette che in trenta giorni l'indice non salga oltre lo strike. È la versione da laboratorio della domanda del titolo: se vendere call ha un valore atteso positivo, qui deve emergere. 192 operazioni, dal gennaio 2010 al dicembre 2025, una per ogni scadenza mensile.

Parametri osservati nel backtest

Sottostante$SPX (indice, cash-settled)
DirezioneVendita call (short)
Size1 contratto fisso (×100)
Criterio di selezioneDelta 0,50 (at-the-money)
Premio medio incassato$4.804 (48 pt)
Giorni alla scadenza27–32 (ciclo mensile)
GestioneNessuna — tenuta a scadenza
Operazioni192
Nozionale controllato~$115.000 → ~$683.000
NO, la vendita nuda distrugge capitale E non si ferma mai

In 16 anni la vendita sistematica di call nude ha prodotto −$294.097. Non un incidente di percorso: un'erosione sistematica. La strategia vince solo il 50,5% delle volte, con aspettativa di −$1.532 a trade e Profit Factor 0,56 — e il suo ultimo massimo di equity risale all'agosto 2010, otto mesi dopo l'inizio del test. Il rischio illimitato al rialzo non è una nota a piè di pagina dei manuali: è un costo che il mercato presenta con regolarità, perché salire è esattamente ciò che l'azionario fa per mestiere — nel nostro campione, il 68,8% dei mesi.

P&L totale (16 anni)
−$294.097
192 trade · 1 contratto SPX
Profit Factor
0,56
expectancy −$1.532/trade
Win rate
50,5%
97 vinti · 95 persi — un coin flip
Drawdown più lungo
5.602 giorni
ago 2010 → dic 2025, mai richiuso
Vincita media
$3.827
tetto = premio incassato
Perdita media
−$7.003
payoff 0,55 → serve 65% di win
Perdita singola peggiore
−$47.921
aprile 2025 · un rimbalzo del +12,4%
Max Drawdown
−$315.250
tempo in drawdown: 99,6%

L'equity line: lo specchio rovesciato del mercato

Il grafico sotto mette l'equity della strategia (rosso) accanto al livello di SPX (oro). Non serve una laurea in statistica per vedere il problema: la curva della strategia è, con buona approssimazione, l'immagine speculare dell'indice. SPX passa da ~1.150 a ~6.835 punti (+494%); chi ha venduto call ogni mese ha pagato il conto di quella salita, un premio alla volta. Il massimo storico dell'equity — +$3.023 — è del 30 agosto 2010: tutto quello che viene dopo è discesa.

Equity line vendita call nude (rosso) vs livello SPX (oro)

P&L cumulato in $ sull'asse sinistro, livello dell'indice sull'asse destro. Quando l'oro sale, il rosso scende: vendere call nude è una posizione short sull'azionario travestita da rendita.
Il dettaglio che smaschera la strategia: l'anno migliore è il 2022 (+$37.318) — l'anno del bear market. Gli anni peggiori sono il 2020 (−$71.792, l'anno del rimbalzo post-COVID) e il 2023 (−$51.251, l'anno del recupero). Su 16 anni solari, solo 3 chiudono in positivo: 2015, 2018 e 2022 — cioè gli anni in cui il mercato ha sofferto. Chi vende call nude non sta "incassando theta": sta scommettendo contro il mercato azionario, con la vincita tosata e la perdita libera.

Dentro i 192 trade: perché non funziona

Qui il backtest smentisce l'intuizione più comune. Il problema non sono le strisce negative: la peggior sequenza è di appena 4 perdite consecutive (−$9.766). Curiosamente, la striscia positiva più lunga — 7 vittorie, +$62.349 — coincide col bear market 2022. Il problema è quanto si vince e quanto si perde.

La sequenza dei 192 trade

Vincite frequenti ma tutte della stessa taglia (il premio è un tetto), perdite più rare ma senza fondo. È l'asimmetria del venditore di opzioni — stavolta dalla parte sbagliata del drift.

Motivo n.1 — Il payoff è storto. Vincita media +$3.827, perdita media −$7.003: payoff ratio 0,55. Con questi numeri servirebbe un win rate del 64,7% per andare in pari; il 50,5% osservato non ci va nemmeno vicino. E i 6 trade peggiori, da soli, valgono −$187.581 — quasi due terzi della perdita totale:

AperturaStrikePremioSPX aperturaSPX scadenzaVar. SPXP&L
17/04/20255305$15.4105.2835.938+12,4%−$47.921
20/03/20202335$12.8152.3052.856+23,9%−$39.258
18/07/20223845$9.9103.8314.258+11,2%−$31.414
19/04/20244975$9.1204.9675.313+7,0%−$24.695
20/06/20255980$11.1955.9686.324+6,0%−$23.166
19/03/20213920$6.0003.9134.191+7,1%−$21.128
Guardate le date, prima ancora della colonna "Var. SPX". Le tre perdite peggiori — aprile 2025, marzo 2020, luglio 2022 — sono tutte rimbalzi violenti dopo un crollo: proprio i momenti in cui la volatilità gonfia i premi e vendere call "sembra" più remunerativo che mai. Il premio ricco del panico è l'esca; il rimbalzo è l'amo. E per il resto della lista non serve nemmeno il panico: bastano normalissimi rally mensili del +6/7%.

Motivo n.2 — Il drift gioca contro. Nel campione, SPX a scadenza era più alto del livello d'ingresso nel 68,8% dei trade. Quando il mercato è salito, la strategia ha perso in media $4.369 a trade; quando è sceso, ha guadagnato in media $4.710. Ma su un orizzonte di un mese i periodi favorevoli sono strutturalmente la minoranza: il venditore di put ha il drift come alleato, il venditore di call ce l'ha come avversario fisso.

Motivo n.3 — Il premio è quello sbagliato. L'argomento classico dei venditori di opzioni — "l'implicita è mediamente più cara della realizzata, vendere premio paga" — sul lato call dell'indice si scontra con lo skew: il mercato prezza care le put (la paura si paga) e relativamente a buon mercato le call. Chi vende call incassa il premio più magro della catena mentre si espone al lato verso cui l'indice deriva. I numeri lo certificano: $371.178 di utili lordi contro $665.274 di perdite lorde. Sedici anni di premi non hanno coperto nemmeno metà del costo dei rally.

📈 Performance

P&L totale−$294.097
Utili lordi$371.178
Perdite lorde−$665.274
Miglior anno (2022)$37.318
Peggior anno (2020)−$71.792
Anni positivi / totali3 / 16
Profit Factor0,56

🎯 Statistiche di trade

Numero di operazioni192
Win rate50,5%
Expectancy per trade−$1.532
Vincita media$3.827
Perdita media−$7.003
Payoff ratio (win/loss)0,55
Vincita massima$11.614
Perdita massima−$47.921
Max vincite consecutive7
Max perdite consecutive4

🛡️ Rischio

Max Drawdown−$315.250
Periodo sott'acqua più lungo5.602 giorni (~15 anni)
Tempo trascorso in drawdown99,6%
Volatilità annua del P&L$25.466
Sharpe ratio (su P&L, rf=0)−0,70
Sortino ratio−0,93
Net Profit / Max Drawdown−0,93

⚠️ Un tempo in drawdown del 99,6%

Il numero più impietoso dell'intero backtest non è la perdita totale: è che l'equity ha toccato il suo massimo storico — +$3.023 — il 30 agosto 2010, otto mesi dopo l'inizio del test, e non l'ha mai più rivisto: 5.602 giorni consecutivi sott'acqua, il 99,6% dell'intera storia, con un drawdown finale di −$315.250 ancora aperto al 31 dicembre 2025. Non c'è stanchezza psicologica che tenga, perché non c'è mai nulla da difendere: la vendita nuda di call non è "rischiosa": è strutturalmente perdente.

Strategia B — La Covered Call: rendere sostenibile la vendita di call

Se il problema della call nuda è il rischio illimitato verso l'alto, la soluzione è concettualmente ovvia: possedere il sottostante. Se il mercato sale oltre lo strike, la call venduta perde ma il sottostante guadagna: la perdita illimitata sparisce, resta solo la rinuncia all'upside oltre lo strike. È la Covered Call (o buy-write), probabilmente la strategia in opzioni più usata al mondo.

Approfondimento · La versione sintetica usata nel backtest

Comprare "il sottostante" su SPX non è possibile essendo un Indice: e in ogni caso a 6.000 punti, un contratto gestirebbe un controvalore di ~600.000$. Per questo nel backtest il sottostante è replicato sinteticamente con le opzioni stesse, sfruttando la parità put-call: una posizione long call + short put sullo stesso strike e stessa scadenza ha esattamente lo stesso profilo P&L del sottostante (delta ≈ 1), con una frazione del capitale.

Ogni ciclo del backtest è quindi una struttura a tre gambe, tutte sulla stessa scadenza mensile della Strategia A (~30 giorni): 1) compro una call at-the-money; 2) vendo una put allo stesso strike (1+2 = long sintetico su SPX); 3) vendo una call 5 punti sopra — la call "coperta" che incassa il premio, in media $4.868 a ciclo. A scadenza tutto si regola in contanti e la struttura si riapre sui nuovi prezzi: 192 cicli, sempre a mercato, mai gestiti. Anche qui misuriamo la strategia "pura", sulle stesse scadenze e con gli stessi ritmi della vendita nuda: l'unica differenza è la struttura.

SÌ, così la vendita di call diventa sostenibile MA il rischio non sparisce: cambia lato

Stessi dati, stesse scadenze, stessa call venduta ogni mese — e il risultato non è nemmeno paragonabile: +$309.302 contro −$294.097, win rate 79,2%, Profit Factor 1,72, 14 anni positivi su 16. Ma prima di innamorarsene, va detto tutto: per la parità put-call, una covered call è matematicamente equivalente a una put venduta. Costruendola non si elimina l'asimmetria — guadagno limitato, perdita potenzialmente enorme — la si sposta dal lato del rialzo al lato del ribasso, allineandola col drift del mercato invece che contro. I dati che seguono mostrano esattamente questo: tanti guadagni regolari, e il conto che arriva nei crash.

P&L totale (16 anni)
+$309.302
192 cicli · 1 contratto SPX
Profit Factor
1,72
expectancy +$1.611/ciclo
Win rate
79,2%
152 vinti · 40 persi su 192
Max Drawdown
−$90.203
feb–apr 2025 · ~4,7 anni di profitti
Max vincite consecutive
21
+$163.874 · mar 2020 → nov 2021
Max perdite consecutive
3
−$36.488 · set → dic 2018
Vincita media
$4.850
premio + drift del sottostante
Perdita media
−$10.697
payoff 0,45 → profilo da short put

Equity line a confronto — Covered Call sintetica vs vendita call nude (in $)

Equity mark-to-market giornaliera, 2010–2025. Stessa call venduta ogni mese: la presenza del sottostante sintetico ribalta il segno della strategia. Si notino però le cadute verticali della curva verde: 2018, 2020, 2022, 2025.

Da dove vengono davvero i profitti? La decomposizione per gamba

Questa è la scoperta più istruttiva dell'intero studio. Scomponendo il P&L dei 192 cicli nelle sue componenti — il long sintetico (call comprata + put venduta) e la call OTM venduta — emerge una verità che quasi nessun venditore di covered call conosce:

Contributo cumulato delle componenti della Covered Call (in $)

Long sintetico (blu): +$614.508. Call venduta, da sola (rosso): −$305.206. Strategia completa (verde): +$309.302. La call venduta perde anche dentro la covered call — coerente con i −$294.097 della Strategia A.
Rileggiamolo insieme: il motore del profitto è l'esposizione long al mercato (+$614.508); la call venduta è un freno cronico (−$305.206) che in cambio riduce la volatilità del percorso e produce cassa nei mesi laterali. La covered call non "sistema" la vendita di call: la rende un costo sostenibile dentro una struttura che guadagna da altro. Chi la vende convinto di "incassare rendita dalla call" sta guardando la gamba sbagliata.

Le fragilità: il conto arriva nei crash

L'equivalenza con la short put non è un tecnicismo da manuale: è esattamente ciò che si vede nei sei cicli peggiori. Tutte le perdite gravi arrivano da discese rapide del sottostante, e vengono quasi interamente dalla gamba put del sintetico:

AperturaSPX aperturaSPX scadenzaVar. SPXP&L ciclodi cui gamba putContesto
21/02/20203.3382.438−27,0%−$85.318−$84.990Crash COVID
14/04/20224.3933.938−10,4%−$34.992−$34.684Bear market, stretta Fed
21/02/20256.0135.618−6,6%−$31.461−$31.138Crollo dei dazi, atto I
19/08/20224.2283.871−8,4%−$27.842−$27.554Minimi del bear market
21/03/20255.6685.300−6,5%−$27.438−$27.140Crollo dei dazi, atto II
16/11/20182.7362.459−10,1%−$22.796−$22.498Sell-off di dicembre 2018

Curva di drawdown (underwater) — le due strategie a confronto, in $

La call nuda (blu) vive in un drawdown perenne che si approfondisce senza mai richiudersi; la covered call (rosso) tocca voragini improvvise — 2018, 2020, 2022, 2025 — ma le richiude. Due patologie opposte: una malattia cronica incurabile contro una che ogni tanto ti ricovera d'urgenza.

⚠️ Il numero da incorniciare: −$90.203

Tra il 21 febbraio e l'8 aprile 2025 — 46 giorni di calendario — la covered call ha perso $90.203 dal picco: l'equivalente di quasi 5 anni di profitto medio ($19.331/anno) restituiti al mercato in un mese e mezzo, con recupero completo solo a fine ottobre. Non è un caso isolato: il COVID è costato −$89.310 in 27 giorni, e il bear market 2022 −$78.080 con 812 giorni di attesa prima di rivedere il massimo (giugno 2024). Complessivamente il conto è rimasto sotto il proprio massimo per l'85,6% del tempo. Chi fosse entrato su un picco dimensionato "sulla rendita" e non sul drawdown avrebbe quasi certamente abbandonato sul minimo. Questa — non la media dei ritorni — è la vera misura del rischio di una covered call passiva.

Anno per anno: due strategie speculari

P&L per anno solare (in $)

La call nuda (rosso) brilla solo dove la covered call (verde) soffre — 2015, 2018, 2022 — e viceversa. Chi vende call sta sempre scegliendo, che ne sia consapevole o no, da che parte del drift azionario stare.
AnnoCall nudaCovered Call
2010−$6.347$7.906
2011−$856$4.149
2012−$14.886$13.809
2013−$24.967$17.606
2014−$13.336$15.137
2015$9.769$10.415
2016−$10.790$18.947
2017−$15.828$22.944
2018$4.280−$21.697
2019−$41.506$37.473
2020−$71.792$3.373
2021−$31.851$82.784
2022$37.318−$33.990
2023−$51.251$32.841
2024−$23.050$67.188
2025−$39.004$30.419
Covered call: 14 anni positivi su 16. A regime, in mercati laterali-rialzisti, è una macchina da rendita: la striscia di 21 vittorie consecutive tra marzo 2020 e novembre 2021 ha generato da sola +$163.874. Il picco è il 2021: +$82.784.
I 2 anni negativi fanno malissimo: il 2018 (−$21.697) e il 2022 (−$33.990) restituiscono in 24 mesi quasi 3 annate medie. E il 2020, chiuso "in pari" (+$3.373), nasconde un −$89.310 dal picco attraversato in un solo mese: il regime di mercato conta più della media.
La call nuda è l'immagine negativa: 3 anni positivi su 16, e i migliori (2022, 2015, 2018) sono esattamente i più difficili della covered. Due modi opposti di rispondere alla stessa domanda.

Quanto capitale serve davvero?

Approfondimento · Margine e sopravvivenza

La covered call sintetica contiene una put venduta at-the-money: il broker richiede un margine proporzionale al nozionale (in media $294.346 nel campione, fino a ~$683.000 nel 2025). Con Reg-T si parla indicativamente del 15-20% del nozionale; e il margine non è il vero vincolo — lo è il drawdown: per attraversare il −$90.203 del 2025 (o il −$89.310 del 2020) senza margin call serviva un cuscino ben più ampio del minimo regolamentare.

Il conto della sopravvivenza

  • Profitto medio annuo: $19.331 per contratto
  • Max drawdown storico: −$90.203 — quasi 5 annate medie
  • Capitale prudenziale per contratto: ~$130.000-150.000
  • Rendimento medio annuo stimato: ~13-15% — ottimo, ma pagato con code violente
  • Chi dimensiona sulla rendita e non sul drawdown sta usando leva ~4,7x sull'anno peggiore

Rapporti rendimento / rischio

Net Profit / Max Drawdown3,43
MAR (profitto annuo / MaxDD)0,21
Sharpe ratio (su P&L, rf=0)0,52
Sortino ratio0,69
Volatilità annua del P&L$36.019
Tempo trascorso in drawdown85,6%
Nota metodologica. Le cifre sul capitale e sul rendimento percentuale sono stime illustrative: il backtest è espresso in dollari su 1 contratto fisso e non definisce un capitale allocato. Il requisito di margine reale varia con broker, tipo di conto (Reg-T vs Portfolio Margin) e composizione del portafoglio. Il punto didattico non cambia: una covered call si dimensiona sul drawdown, non sulla rendita.

Allora, conviene vendere call?

✕ Nuda: no, mai

  • Aspettativa negativa: −$1.532 a trade, Profit Factor 0,56
  • Perdite fino a 3 volte il premio, concentrate nei rimbalzi post-crollo
  • Contro il drift: SPX sale il 69% dei mesi — e tu paghi ogni volta
  • Skew sfavorevole: incassi il premio più magro della catena
  • Ultimo massimo di equity: agosto 2010. Poi 15 anni di drawdown.

✓ Coperta: sì, con giudizio

  • +$309.302 in 16 anni, 79% di cicli vincenti, 14 anni positivi su 16
  • Il premio ammortizza i mesi laterali e riduce la volatilità del percorso
  • Versione sintetica: stessa esposizione con una frazione del capitale
  • Ma sappi cosa possiedi: equivale a una short put — il rischio è nei crash
  • Richiede capitale dimensionato sul drawdown e gestione del regime
Vendere call nude: bocciata senza appello Vendere call coperte: promossa, con riserva

La risposta del backtest è netta. La vendita nuda di call non è "aggressiva" o "da esperti": è una strategia con valore atteso negativo, che perde proprio perché il mercato azionario fa ciò che ha sempre fatto — salire più spesso di quanto scende. Nessun premio incassato compensa lo stare sistematicamente dalla parte sbagliata del drift: sedici anni di premi non hanno coperto nemmeno metà del costo dei rally. La covered call, al contrario, è la dimostrazione che la stessa call può essere venduta in modo sensato: dentro una struttura che possiede il sottostante, il suo costo cronico si trasforma in un flusso di cassa che leviga i rendimenti. Ma va detto senza ipocrisie: il motore dei profitti è il mercato, non la call, e la struttura concentra le perdite nei crash. Chi la tratta come una rendita passiva prima o poi incontra il suo febbraio 2020, o il suo aprile 2025. Chi la dimensiona sul drawdown, ne conosce l'equivalenza con la short put e ne gestisce il regime, ha in mano uno strumento serio per monetizzare il tempo e la volatilità.

La variante che uso nei miei portafogli

Come per la vendita di put, il backtest "puro" è il punto di partenza, non quello di arrivo. Esiste una variante aggiuntiva della covered call che adopero personalmente e che è sempre presente nei miei portafogli speculativi: interviene esattamente sulle fragilità documentate qui sopra, con una gestione attiva del rischio che modula l'esposizione in funzione del regime di mercato — quando essere a mercato, con quanta esposizione, a quale distanza vendere la call — con l'obiettivo di preservare la rendita regolare dei periodi favorevoli tagliando le code che nel backtest valgono decine di migliaia di dollari.

È una versione che richiede studio ed è troppo complessa da spiegare in un articolo — e resta, per ora, privata. Ma chi è curioso può tranquillamente scrivermi: rispondo volentieri a info@kriterionquant.com. E chi vuole vedere come applico lo stesso rigore al lato azionario può partire dal trading automatico: due motori diversi che si completano.

Come abbiamo fatto i conti

Metodologia. Backtest su dati storici reali di opzioni sull'indice S&P 500 ($SPX), 04/01/2010–31/12/2025, equity mark-to-market giornaliera (5.841 osservazioni per strategia), 1 contratto per ciclo, moltiplicatore ×100, regolamento cash a scadenza. Entrambe le strategie operano sulla scadenza mensile standard (terzo venerdì, anticipata al giovedì nelle settimane di festività): 192 cicli ciascuna, una scadenza al mese, nessun mese saltato. Strategia A: vendita di 1 call ATM (delta ≈ 0,5), ingresso subito dopo la scadenza del ciclo precedente (27–32 giorni alla scadenza), tenuta a scadenza. Strategia B: long call ATM + short put ATM (long sintetico) + short call 5 punti OTM, stesse scadenze mensili (ingresso a 27–39 giorni: in circa un terzo dei cicli la covered entra 1–3 giorni prima della Strategia A — differenza marginale che non altera il confronto). L'ultimo ciclo di entrambe, in scadenza a gennaio 2026, è valorizzato mark-to-market al 31/12/2025. Drawdown calcolato come distanza dal massimo cumulato precedente sulla serie giornaliera; Sharpe/Sortino sulle variazioni giornaliere di equity (rf=0, annualizzati a 252 giorni). Commissioni incorporate nel P&L della sorgente, al lordo di tasse.

Disclaimer. Contenuto a scopo esclusivamente didattico e informativo. I risultati passati non sono indicativi di risultati futuri. La vendita di opzioni "naked" comporta un rischio di perdita teoricamente illimitato e non è adatta a tutti gli investitori; anche le strategie coperte possono generare perdite ingenti. Nulla in questo articolo costituisce consulenza finanziaria o sollecitazione all'investimento.
LD
Luca De Cesare Trader sistematico, specialista in opzioni. Opera con il proprio capitale sugli stessi sistemi del portafoglio modello. Chi sono →

Stesso rigore, applicato ogni giorno.

Backtest in dollari, metriche complete, nessun numero nascosto: è lo stesso metodo con cui costruisco e monitoro i tre sistemi del portafoglio modello di Kriterion Quant. Il track record è pubblico e verificabile.