- Ho reso gratuito per tutti il tool che uso per analizzare il posizionamento in opzioni su SPX: carichi un CSV scaricato dal sito CBOE e ottieni GEX, Gamma Flip, Put/Call Wall, Max Pain, Expected Move, drift dei flussi e superficie di volatilità 3D in pochi secondi.
- L'idea di fondo: chi vende opzioni in massa (i market maker) deve coprirsi comprando e vendendo il sottostante, e questa attività lascia tracce misurabili. Il tool le stima e le traduce in una mappa di livelli e regimi.
- Non serve saper programmare né avere dati a pagamento: bastano 5 minuti e il file gratuito della options chain di CBOE. In questa guida seguo un caso reale — la chain SPX del 18 luglio 2026 — dal download del file all'ultima tab.
- Il tool dichiara sempre le proprie ipotesi: le esposizioni dei dealer sono stime di modello, non posizioni osservate. Nell'articolo trovi anche i limiti, non solo i pregi.
- Bonus: un pulsante esporta l'intera analisi in un file JSON pronto per l'AI — lo alleghi a Claude o ChatGPT e ti fai costruire il commento posizionale della giornata.
Apri l'SPX Options Chain Analyzer
La dashboard è pubblica e funziona nel browser, anche da smartphone. Il consiglio: aprila ora in un'altra scheda e usa questa guida come manuale passo passo, sezione per sezione, mentre la provi per la prima volta.
Cosa fa il tool — e perché il posizionamento in opzioni muove il mercato
Ogni giorno su SPX passano di mano milioni di opzioni. Dall'altra parte di quei contratti ci sono quasi sempre i market maker (i "dealer"): operatori professionali che quotano continuamente denaro e lettera e che, per mestiere, non scommettono sulla direzione del mercato. Per restare neutrali devono coprirsi comprando e vendendo l'indice man mano che il prezzo si muove. Quando i contratti aperti sono milioni, questa copertura diventa un flusso enorme — abbastanza grande da frenare o amplificare i movimenti del mercato stesso.
Qui sta il punto: la copertura dei dealer non è casuale. Dipende da dove è concentrato l'open interest (i contratti aperti) e da come reagiscono le greche di quei contratti al prezzo e alla volatilità. Se si conosce la fotografia della chain — strike per strike — si può stimare dove quei flussi di copertura spingeranno o freneranno. È esattamente ciò che fanno i desk professionali con dati a pagamento, ed è ciò che l'SPX Options Chain Analyzer fa gratis, partendo da un semplice file CSV pubblico.
In concreto, da un unico file il tool calcola sei famiglie di metriche:
| Analisi | Sigla | Cosa ti dice, in una riga |
|---|---|---|
| Gamma Exposure | GEX | Il "clima" del mercato: i dealer stanno frenando i movimenti (long gamma) o amplificandoli (short gamma)? E qual è il livello di svolta (Gamma Flip)? |
| Delta Exposure | DEX | Il posizionamento direzionale netto dei contratti aperti: prevalgono le call (tono rialzista) o le put (tono difensivo)? |
| Vanna Exposure | VEX | Quanto il posizionamento è sensibile ai movimenti della volatilità implicita — il motore nascosto di molti rally e crolli moderni. |
| Livelli | Walls | Put Wall e Call Wall (i "muri" di open interest che fanno da supporto/resistenza), Max Pain, Expected Move. |
| Attività | Drift | Dove si sta concentrando il volume di oggi: baricentro dei flussi (VWAS), rapporto volume/open interest, Put/Call ratio. |
| Volatilità | IV 3D | La superficie di volatilità implicita in tre dimensioni: skew, term structure e zone di stress. |
Nato per SPX, il tool funziona con qualsiasi catena di opzioni esportata dal sito CBOE nello stesso formato: altri indici, ETF, singole azioni. E una scelta a cui tengo: ogni sezione della dashboard include un riquadro "Come leggere questa sezione" e in cima trovi un glossario completo per principianti — opzioni, greche, dealer, skew, pinning. È pensato per essere usato sia da chi fa hedging da anni sia da chi apre una options chain per la prima volta.
Passo 1 — Scarica i dati: il CSV gratuito del sito CBOE
Il tool non si collega ad alcuna API e non chiede credenziali: l'input è un file CSV che chiunque può scaricare gratuitamente dal sito di CBOE, la borsa dove le opzioni su SPX sono quotate (dati ritardati di 15 minuti). La procedura richiede un minuto:
Vai su cboe.com e apri il Quotes Dashboard
Apri www.cboe.com e naviga nel menu Data → Quotes Dashboard. In alternativa, vai direttamente all'indirizzo cboe.com/delayed_quotes/spx/quote_table.
Cerca il ticker
Nella barra di ricerca digita spx (o il simbolo che ti interessa) e premi Search. In alto compare il riepilogo del sottostante: Last, Bid, Ask e variazione, con il timestamp dei dati.
Apri la scheda "Options" e imposta i filtri
Sotto il titolo, seleziona la sotto-scheda Options. Poi imposta: Volume All · Expiration Type All (include sia le scadenze mensili SPX sia le settimanali SPXW) · Options Range All · Expiration: il mese che ti interessa, oppure All. Il filtro decisivo è Options Range: All — serve l'intera catena di strike, non solo quelli vicini al prezzo.
Premi "View Chain" e scarica il CSV
La pagina mostra la catena completa: Calls a sinistra, Puts a destra, Strike al centro (nel nostro esempio: 3.611 record). Scorri fino in fondo, sotto i pulsanti delle scadenze, e clicca Download CSV. Ottieni un file tipo spx_quotedata.csv (~500 KB).
Carica il file nel tool
Apri la dashboard, trascina il CSV nell'uploader "Carica il file CSV della CBOE Options Chain" e attendi qualche secondo: l'analisi completa appare da sola.
1) Usa sempre Options Range: All. Con "Near the Money" mancherebbero le ali della catena e metriche come GEX totale, Max Pain e Put/Call ratio risulterebbero distorte.
2) Scarica e analizza nella stessa sessione (o a mercati chiusi): open interest e greche fotografano il momento dell'export.
3) Non modificare il CSV. Il tool si aspetta il formato originale CBOE, con le righe di intestazione intatte.
4) Ricorda che i dati del dashboard pubblico CBOE sono ritardati di 15 minuti — più che sufficienti per un'analisi di posizionamento, che ragiona su stock di contratti accumulati, non sul tick.
Passo 2 — Carica il file e scegli la scadenza
Al caricamento il tool legge l'intestazione del file ed estrae da solo lo Spot Price (il prezzo dell'indice al momento dell'export) e il timestamp dei dati, che usa per calcolare i giorni residui di ogni scadenza. Poi separa call e put, pulisce i dati e scarta ciò che non è analizzabile, mantenendo solo i contratti con open interest maggiore di zero — il posizionamento realmente esistente. Se qualcosa non torna (greche mancanti, spot non determinabile) non tira a indovinare: te lo segnala con un avviso esplicito.
Nel file di esempio che seguiremo per tutto l'articolo — la chain SPX scaricata il 18 luglio 2026, dopo una seduta negativa (−76 punti, −1,02%) — il quadro dopo il caricamento è questo:
Le metriche di posizionamento si calcolano una scadenza alla volta: un menu a tendina elenca tutte le scadenze del file e propone di default quella con l'open interest più alto — di solito la più rilevante per l'hedging. Da lì in poi, l'analisi si articola in sei schede:
Le vediamo una per una, con i grafici veri del caso di esempio.
La tab Summary: il quadro in sei numeri
La prima scheda è l'executive summary: una griglia di sei metriche chiave più i tre grafici fondamentali (GEX, open interest, volumi) affiancati. Questi sono i valori reali del nostro esempio:
La tab Gamma (GEX): che tempo fa sul mercato
Il gamma misura quanto velocemente cambia l'esposizione direzionale di un'opzione quando il sottostante si muove. Per capire perché ti riguarda anche se non hai mai venduto un'opzione, pensa ai dealer come a un gigantesco termostato del mercato. Quando il loro book è long gamma, per restare neutrali devono comprare quando il mercato scende e vendere quando sale: un comportamento che smorza i movimenti, come un ammortizzatore. Quando invece sono short gamma, sono costretti a fare l'opposto — vendere sulle discese e comprare sui rialzi — e ogni movimento viene amplificato.
La Gamma Exposure (GEX) stima questa forza aggregando il gamma di tutti i contratti aperti, strike per strike, secondo la convenzione standard del settore (dealer compratori di call e venditori di put). Il risultato è il grafico qui sotto: per ogni strike, quanti dollari di copertura "automatica" si attivano se l'indice si muove dell'1%.
Profilo GEX per strike — scadenza 24/07/2026
Come si legge: barre verso destra (verdi) = gamma netto positivo, verso sinistra (rosse) = negativo. La linea blu punteggiata è lo Spot (7.457,69), quella gialla tratteggiata il Gamma Flip (7.543,55). Nota il muro di gamma positivo concentrato tra 7.500 e 7.600 e la prevalenza di barre rosse (put) sotto lo spot. Nel tool il grafico è interattivo e alto 1.200px per lo zoom di dettaglio; qui mostriamo la finestra 7.000–7.900.
Il Gamma Flip, fatto bene
Il Gamma Flip è il livello di prezzo che separa i due regimi: sopra, il book dei dealer è long gamma (mercato "ammortizzato"); sotto, è short gamma (mercato "amplificato"). Molti strumenti gratuiti lo approssimano guardando semplicemente dove il profilo per strike cambia segno — una scorciatoia che finisce quasi sempre per indicare banalmente lo spot. Questo tool fa il lavoro completo: ricalcola l'intera esposizione del book su una griglia di 161 prezzi ipotetici, dal −20% al +20%, e individua il punto esatto in cui l'esposizione netta cambia segno. È un dettaglio tecnico, ma è la differenza tra un numero decorativo e un livello su cui si può ragionare.
Nel nostro esempio: Net GEX −$4,27 miliardi e Gamma Flip a 7.543,55, con lo spot circa 86 punti sotto il flip. La fotografia è chiara: il mercato è scivolato sotto la soglia di zero-gamma e opera in regime short gamma — coerente con la seduta negativa da cui proviene il file. In questo regime le discese tendono ad autoalimentarsi e la volatilità realizzata sale. Il flip a 7.543,55 diventa il livello chiave da monitorare al rialzo: un ritorno stabile sopra quella soglia riporterebbe il book in territorio stabilizzante.
La tab Vanna & Delta: chi è posizionato, e quanto pesa la volatilità
DEX — la fotografia direzionale dell'open interest
La Delta Exposure (DEX) risponde a una domanda semplice: sommando tutti i contratti aperti, il mercato delle opzioni è più esposto al rialzo o al ribasso? Se prevale il delta delle call il saldo è positivo (tono rialzista); se prevale quello delle put è negativo (tono difensivo).
Profilo DEX per strike — scadenza 24/07/2026
Come si legge: verde = strike con delta netto positivo, rosso = negativo. Nel nostro esempio domina il rosso sotto lo spot: è il delta negativo dell'enorme stock di put aperte. Total Net DEX: −$13,41 miliardi — l'open interest è sbilanciato sul lato difensivo, il mercato è "assicurato".
La GEX usa la convenzione dealer standard, quindi stima cosa devono fare i market maker per coprirsi. DEX e VEX, invece, sono dichiaratamente fotografie dell'open interest: misurano come è posizionato il mercato nel suo complesso, senza ipotesi su chi ha in mano cosa. È una scelta di trasparenza rara negli strumenti commerciali analoghi: i segni delle due analisi non vanno confrontati direttamente, e il tool te lo ricorda ovunque.
VEX — la vanna, il motore nascosto dei mercati moderni
La vanna è la greca "incrociata": misura quanto cambia l'esposizione direzionale di un'opzione quando cambia la volatilità implicita. Sembra un tecnicismo, ma è uno dei motori più potenti dei mercati di oggi. L'esempio classico è il "melt-up": in un rialzo lento con volatilità in calo, il delta delle put comprate come assicurazione evapora, chi le ha in portafoglio ricompra sottostante, e il rialzo si autoalimenta a bassa volatilità. Lo stesso meccanismo, invertito, accelera le discese quando la paura (e la IV) sale.
La Vanna Exposure (VEX) aggrega questa sensibilità su tutta la chain: quanti dollari di esposizione direzionale si spostano se la volatilità implicita sale di un punto percentuale. Anche qui il tool calcola un Vanna Flip con lo stesso rigore del Gamma Flip — ricalcolo completo su una griglia di prezzi ipotetici, non scorciatoie.
Profilo VEX per strike — scadenza 24/07/2026
Come si legge: viola = VEX positivo (l'esposizione direzionale aggregata sale se la IV sale), arancio = negativo. I colori sono volutamente diversi dal GEX per non confondere le due analisi. Linea gialla tratteggiata: Vanna Flip a 7.495,20.
Nel caso reale: Total Net VEX +$148,4 milioni per +1% di IV, Vanna Flip a 7.495,20 e spot circa 37 punti sotto. Messo insieme al quadro gamma, il messaggio è coerente: lo spot è sotto entrambi i flip (vanna 7.495 e gamma 7.543) — un mercato in modalità difensiva, dove un ulteriore aumento della volatilità modificherebbe in modo rilevante i flussi di ricopertura. Il DEX fortemente negativo completa il quadro.
La tab Support/Res: i muri dell'open interest e i flussi di giornata
I Walls: dove il posizionamento fa da muro
L'open interest è il posizionamento accumulato nel tempo: dove è enorme, lì si concentra l'attività di copertura — e lì il prezzo tende a rallentare, rimbalzare o calamitarsi. Il tool mostra il profilo completo, ma cerca i "muri" solo entro il ±10% dallo spot: il Put Wall è lo strike con più put aperte sotto il prezzo, il Call Wall quello con più call aperte sopra. Il filtro non è un dettaglio: evita di etichettare come "supporto" le put di copertura estrema comprate il 20% più in basso, che non sono livelli operativi.
Open Interest per strike — Calls a destra, Puts a sinistra
Come si legge: grafico bidirezionale — open interest delle call verso destra (verde), delle put verso sinistra (rosso); in oro i due Wall. Nel caso reale: Put Wall 7.300 (9.683 contratti) e Call Wall 7.600 (4.610). Salta all'occhio anche l'enorme stock di put su 6.000 e 6.100 (oltre 50.000 contratti l'uno): coperture strutturali di portafoglio, non supporti operativi — ed è esattamente il motivo del filtro ±10%.
I volumi: l'attività di oggi
Stesso formato, ma con i contratti scambiati nella sessione: mostra dove si sta concentrando l'attività di oggi, da confrontare con il posizionamento statico dell'open interest. È la differenza tra "dove il mercato è già posizionato" e "dove si sta posizionando adesso".
Volumi di giornata per strike — Calls a destra, Puts a sinistra
Come si legge: call verso destra, put verso sinistra. Il Put/Call ratio sul volume di giornata è 2,49: anche il flusso odierno è dominato dalle put, coerente con la seduta risk-off. Nota il blocco di put scambiate in area 5.800 e l'attività call concentrata su 7.500–7.600.
Drift (VWAS): il baricentro dei flussi
Il VWAS (Volume-Weighted Average Strike) è un indicatore originale del tool: il baricentro di tutto il volume di giornata, call e put insieme. Se sta sopra lo spot, l'attività della sessione ha un bias rialzista; se sta sotto, ribassista. Nel nostro esempio il verdetto è netto:
Sintesi Drift — baricentro dei volumi vs Spot
Come si legge: la freccia parte dallo Spot e punta al VWAS. Qui il baricentro dei volumi (7.094,77) è oltre 360 punti sotto lo spot: drift decisamente ribassista, schiacciato verso il basso dagli acquisti di put fuori mercato.
Vol/OI: dove si costruisce il posizionamento di domani
Ultimo strumento della tab: il rapporto tra il volume di oggi e l'open interest esistente, strike per strike. Quando supera 1, su quello strike è passato oggi più volume di tutti i contratti già aperti: non è gestione di vecchie posizioni, è posizionamento nuovo che si sta costruendo proprio lì.
Rapporto Volume/OI per strike — attività anomala
Come si legge: call verso destra, put verso sinistra; barre lunghe = strike dove l'attività odierna è fuori scala rispetto al posizionamento esistente. Due barre put escono dalla scala del grafico: 6.810 (rapporto ~766) e 6.910 (~261) — qualcuno oggi ha aperto posizioni massicce su strike prima quasi deserti. Livelli da watchlist: i muri di domani nascono così.
La tab Stats: Max Pain, Put/Call Ratio, Expected Move
Max Pain: l'attrattore teorico di scadenza
Il Max Pain è lo strike al quale, se l'indice ci arrivasse esattamente a scadenza, il valore complessivamente pagato ai compratori di opzioni sarebbe minimo — e quindi il "dolore" dei compratori massimo. L'idea: chi ha venduto opzioni in massa ha un interesse economico a che il prezzo scada vicino a quel punto, e l'attività di copertura tende debolmente ad accompagnarcelo.
Curva del payout totale per prezzo di scadenza
Come si legge: per ogni possibile prezzo di scadenza, il totale che i venditori dovrebbero pagare ai compratori. La curva a "V" è tipica: payout enormi alle estremità, minimo nella zona di equilibrio. Il minimo — la linea gialla — è il Max Pain: 7.505.
Put/Call Ratio ed Expected Move
⚖️ Put/Call Ratio — il termometro del sentiment
Due versioni: su open interest (posizionamento accumulato) e su volume (attività di oggi). Sopra 1 prevalgono le put. Nel caso reale: P/C OI = 3,91 — valore estremo ma tipico delle scadenze SPX usate come veicolo di copertura istituzionale — e P/C Volume = 2,49. Su SPX il P/C è strutturalmente sopra 1: conta il confronto con i valori abituali, non la soglia assoluta. Agli estremi resta un classico spunto contrarian.
📏 Expected Move — il righello della scadenza
Dalla volatilità implicita delle opzioni at-the-money e dal tempo residuo, il tool ricava il movimento "prezzato" dal mercato entro la scadenza: qui ±135,82 punti, cioè la banda 7.321,87 – 7.593,51. È circa una deviazione standard: ~68% di probabilità teorica che SPX scada lì dentro. Utile per calibrare gli strike dei credit spread, fissare target realistici e soglie di alert: un'uscita decisa dalle bande segnala un movimento oltre l'atteso.
La tab Vol Surface: la volatilità in tre dimensioni
L'ultima scheda abbandona la singola scadenza e usa tutta la chain: costruisce la superficie 3D della volatilità implicita, con gli strike su un asse, i giorni a scadenza sull'altro e la IV in altezza e colore. Per tenerla pulita usa solo le opzioni fuori mercato (le più liquide e rappresentative), scarta le IV non plausibili e interpola i punti mancanti.
Come si legge (nel tool il grafico è interattivo: ruoti, zoomi, passi il mouse sui punti): la "parete" che sale verso gli strike bassi è lo skew — le put fuori mercato costano sistematicamente più delle call, perché l'assicurazione al ribasso si paga. Il profilo lungo l'asse del tempo è la term structure. Il picco isolato sulle scadenze brevissime vicino allo spot riflette la seduta nervosa del file di esempio.
Un controllo importante è lo slider del delta minimo nella parte alta della scheda: filtra le opzioni troppo fuori mercato, illiquide, la cui IV è in gran parte rumore (i picchi artificiali del 100–300% che compaiono abbassando il filtro). Il valore di default va bene nella maggior parte dei casi.
Il bonus: l'export JSON pronto per l'analisi con l'AI
Nella barra laterale del tool c'è un pulsante a cui tengo particolarmente: "Scarica JSON Analisi (LLM Ready)". Esporta in un unico file strutturato tutti i calcoli della scadenza selezionata — non solo i totali, ma i profili completi strike per strike di GEX, DEX, VEX, open interest e attività. Il file è pensato per essere dato in pasto a un'AI come Claude o ChatGPT: l'assistente può identificare da solo i cluster di gamma, i nodi di concentrazione, gli strike anomali — non limitarsi a commentare i numeri di sintesi. Dentro viaggiano anche le avvertenze metodologiche, così anche l'analisi automatica eredita le convenzioni e i limiti del modello.
Un prompt di partenza che funziona bene:
Un'abitudine che consiglio: archivia un export al giorno. La serie storica dei tuoi JSON diventa col tempo un dataset proprietario di posizionamento — qualcosa che normalmente si paga, costruito gratis con cinque minuti al giorno.
Mettere tutto insieme: la mappa dei livelli e la routine quotidiana
Ricapitoliamo il caso reale in un'unica tabella — è il tipo di "mappa" che il tool ti consegna ogni giorno in cinque minuti:
| Livello | Valore | Fonte | Ruolo |
|---|---|---|---|
| Call Wall | 7.600 | Max OI call entro +10% | Resistenza potenziale / bordo alto del range |
| Banda EM superiore | 7.593,51 | Expected Move | Limite superiore prezzato dalla volatilità (≈1σ) |
| Gamma Flip | 7.543,55 | Zero-gamma ricalcolato | Spartiacque di regime: sopra = mercato ammortizzato |
| Max Pain | 7.505 | Minimo del payout | Attrattore teorico di scadenza |
| Vanna Flip | 7.495,20 | Zero-vanna ricalcolato | Cambio di sensibilità alla volatilità |
| Spot | 7.457,69 | Header del CSV | Sotto entrambi i flip: regime short gamma |
| Banda EM inferiore | 7.321,87 | Expected Move | Limite inferiore prezzato dalla volatilità (≈1σ) |
| Put Wall | 7.300 | Max OI put entro −10% | Supporto potenziale / bordo basso del range |
Contesto della scadenza: Net GEX −$4,27 B (short gamma) · Net DEX −$13,41 B · Net VEX +$148,4 M · P/C OI 3,91 · P/C Volume 2,49 · IV ATM 14,21% · VWAS 7.094,8 (bias ribassista).
E questa è la routine con cui consiglio di usarlo, ogni giorno o prima di ogni operazione sull'indice:
- Scarica il CSV aggiornato da CBOE (Options Range: All) e caricalo nel tool.
- Regime: guarda il segno del Net GEX e la distanza dello spot dal Gamma Flip. Short gamma → aspettati escursioni ampie; long gamma → range e mean reversion.
- Range: Put Wall e Call Wall più le bande dell'Expected Move. Se convergono, come nel nostro esempio, il range guadagna affidabilità.
- Attrattori: Max Pain e cluster di gamma in ottica pinning, con peso crescente man mano che la scadenza si avvicina.
- Flussi di giornata: drift VWAS, P/C sul volume, strike con Volume/OI sopra 1 — è lì che si sta costruendo il posizionamento di domani.
- Volatilità: IV at-the-money, skew e term structure sulla superficie 3D, per decidere se il premio va comprato o venduto.
- Esporta il JSON e archivialo: stai costruendo la tua serie storica di posizionamento.
Limiti e avvertenze (quelle vere)
Un tool serio si giudica anche da quanto è onesto sui propri limiti. Questi sono i principali, dichiarati anche dentro la dashboard:
- Le esposizioni dealer sono ipotesi, non osservazioni. La convenzione usata per la GEX è lo standard del settore, ma il book reale dei market maker non è pubblico. DEX e VEX, coerentemente, non applicano alcuna convenzione: fotografano l'open interest.
- È una fotografia statica. Open interest e greche si riferiscono al momento dell'export (dati ritardati di 15 minuti); l'OI ufficiale si aggiorna a fine giornata. Sulle scadenze molto brevi il posizionamento intraday può cambiare rapidamente.
- Una scadenza alla volta. Le metriche valgono per la scadenza selezionata: per il quadro completo conviene scorrere le principali (il default sull'OI massimo aiuta). Solo la superficie di volatilità usa l'intera chain.
- I livelli non sono muri garantiti. Walls, flip e Max Pain sono tendenze statistiche che il prezzo può attraversare — e quando lo fa con decisione, l'effetto spesso si inverte e il movimento accelera.
- La qualità dell'output dipende dall'input. Se nel CSV mancano greche o IV su strike illiquidi, quei contratti contano zero nelle esposizioni (il tool lo segnala con un avviso).
Il posizionamento in opzioni non ti dice dove andrà il mercato: ti dice in che campo si gioca la partita — dove sono i muri, dove cambia il regime, quanto movimento è già prezzato. È lo strato di contesto che uso sopra le mie strategie sistematiche, e da oggi è a disposizione di chiunque, gratis. Aprilo, carica il tuo primo CSV e tienilo aperto accanto a questa guida: dopo due o tre sessioni la mappa dei livelli diventa una seconda natura.