- Sul guadagno puro vince il Buy & Hold: 10,8% annuo, da 100.000$ a 3,09 milioni in 33 anni. Nessuna delle sei strategie momentum lo batte.
- Sul rapporto rischio/rendimento vincono i filtri lenti: il golden cross (Dual SMA 50/200) rende quasi uguale (10,3%) con anno peggiore a −6,4% contro il −36,8% del mercato.
- La media a 200 giorni dimezza abbondantemente il crollo massimo: −22% contro il −55% del Buy & Hold.
- Gli indicatori veloci (MACD, RSI, Donchian breve) fanno troppe operazioni — fino a 448 — e finiscono con un capitale 5-6 volte inferiore.
- Verdetto: il momentum non ti fa più ricco, ti fa soffrire di meno. È un'assicurazione, non una macchina da soldi.
Questa è una delle domande che spesso si pongono gli investitori — più che i trader. La risposta, ovviamente, ce la faremo dare dai numeri. Prima, però, diamo un significato ai termini. Per Buy & Hold intendiamo l'esposizione su un asset con tutto il capitale a disposizione in un determinato momento, senza effettuare alcuna operazione aggiuntiva fino ai giorni nostri. Per strategia momentum intendiamo invece l'entrare e uscire dal mercato prendendo segnali di ingresso e di uscita da specifiche condizioni o indicatori.
Nel test abbiamo utilizzato sei strategie tra le più comuni:
- SMA 200 — si entra se il prezzo supera la media mobile a 200 periodi;
- Dual SMA 50/200 — il classico golden cross: si entra se la media a 50 periodi è sopra quella a 200;
- ROC 12 mesi — si entra se il rendimento degli ultimi 12 mesi è positivo;
- MACD (12, 26, 9) — si entra se la MACD Line è sopra la Signal Line;
- RSI (14) > 50 — si entra se l'RSI è sopra la soglia di 50;
- Donchian 50/25 — si entra al breakout del massimo a 50 giorni, si esce se il prezzo chiude sotto il minimo a 25 giorni.
Per il test abbiamo usato tutti i dati storici a nostra disposizione: dal 1993 fino ai giorni nostri, 2026, su un asset benchmark per eccellenza, l'ETF SPY (S&P 500), con un capitale iniziale di 100.000$ e regole identiche per tutti: niente leva, niente vendite allo scoperto, costi realistici a ogni operazione e nessun senno di poi.
Le due curve, in un colpo d'occhio
Prima dei dettagli, ecco il cuore dello studio: 100.000 $ investiti sull'S&P 500 dal 1993, il Buy & Hold contro la migliore strategia a filtro lento, il golden cross Dual SMA 50/200. Sopra la crescita del capitale (scala logaritmica); sotto, quanto si è sofferto per ottenerla.
Il Buy & Hold (grigio) chiude più in alto — 10,85% annuo, circa 3,13 M$ — ma il golden cross (verde) resta vicinissimo (10,29% annuo) con molte meno operazioni. Nota: la scala è logaritmica, quindi la stessa distanza verticale rappresenta la stessa variazione percentuale.
Questo è il grafico del dolore: quanto sei sotto il massimo precedente, giorno per giorno. Il Buy & Hold sprofonda a −55,2% nel 2008-2009; il golden cross si ferma a −33,7%, e il suo anno peggiore è appena −6,4% contro il −36,8% del mercato. Stesso guadagno, circa metà del dolore.
Quando una strategia momentum esce dal mercato, il capitale non resta fermo sotto il materasso: nel test viene remunerato come un titolo di Stato USA a 3 mesi (T-Bill), cioè il classico "parcheggio" della liquidità. Senza questo dettaglio, il confronto sarebbe ingiustamente sfavorevole alle strategie che passano molto tempo fuori dal mercato.
Il verdetto in quattro caselle
La classifica completa
Ogni riga è una strategia. Le colonne più importanti sono il rendimento annuo, lo Sharpe (rendimento in rapporto al rischio) e la perdita massima (il crollo peggiore che avresti dovuto sopportare).
| Strategia | Cosa fa | Rend. annuo | Oscillazione | Sharpe | Perdita max | Anno peggiore | % investito | N° operaz. | Batte il mkt | Da 100k a… |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Buy & Hold | Compra e tieni: sempre investito, non fa nulla. | 10,8% | 18,6% | 0,51 | −55,2% | −36,8% | 100% | 0 | — | $3,09M |
| SMA200 | Dentro se il prezzo è sopra la media degli ultimi 200 giorni. | 9,0% | 12,0% | 0,57 | −22,3% | −14,3% | 75% | 107 | 15% | $1,77M |
| Dual SMA 50/200 ★ | Dentro quando la media a 50 giorni supera quella a 200 (golden cross). | 10,3% | 13,7% | 0,60 | −33,7% | −6,4% | 75% | 16 | 21% | $2,61M |
| ROC 12m | Dentro se negli ultimi 12 mesi il mercato ha guadagnato. | 10,1% | 13,7% | 0,58 | −31,2% | −16,9% | 79% | 49 | 18% | $2,47M |
| MACD (12,26,9) | Dentro/fuori sugli incroci di due medie veloci. | 5,4% | 11,0% | 0,30 | −33,4% | −11,8% | 51% | 358 | 29% | $577k |
| RSI(14)>50 | Dentro quando l'indice di forza (RSI) è sopra 50. | 5,3% | 11,0% | 0,29 | −43,3% | −26,0% | 68% | 448 | 21% | $560k |
| Donchian 50/25 | Dentro sui nuovi massimi a 50 giorni, fuori sotto i minimi a 25. | 5,2% | 9,6% | 0,31 | −34,1% | −22,6% | 55% | 87 | 15% | $549k |
Il CAGR è il rendimento annuo composto: il tasso costante che, applicato ogni anno, porta il capitale iniziale a quello finale. Lo Sharpe ratio misura invece quanto rendimento (oltre il tasso privo di rischio) ottieni per ogni unità di rischio corso: a parità di guadagno, chi oscilla meno ha Sharpe più alto. È il numero che distingue "guadagnare tanto" da "guadagnare bene".
Da 100.000$ a quanto?
La cosa più concreta: quanto sarebbe diventato il capitale iniziale dopo 33 anni, con ciascuna strategia.
Rendimento contro dolore
Questo è il grafico chiave dello studio. In alto = più guadagno. A sinistra = meno sofferenza (crollo peggiore più contenuto). L'angolo perfetto è in alto a sinistra: tanto rendimento, poco dolore.
Chi rende meglio in rapporto al rischio
Lo Sharpe premia chi guadagna "con lo stomaco sereno". Qui i filtri lenti superano il mercato; gli indicatori nervosi restano indietro.
Quanto puoi perdere
Due misure del dolore: il crollo peggiore (dal massimo al minimo successivo) e l'anno peggiore. È qui che il momentum lento mostra il suo vero valore.
Il drawdown è la discesa del capitale dal suo massimo precedente: se il conto passa da 100 a 45, il drawdown è −55%. Per un investitore reale conta spesso più del rendimento, perché è il numero che decide se reggi psicologicamente la strategia o vendi nel momento peggiore. Un −55% richiede poi un +122% solo per tornare in pari.
Le tre lezioni dai dati
1 · Il momentum non ti arricchisce di più, ti fa soffrire di meno
Il compra-e-tieni ha reso 10,8% all'anno (100k → $3,09M): nessuno lo batte sul guadagno puro. Ma il prezzo è stato un crollo del −55% e un anno a −36,8%. Le migliori strategie momentum rendono quasi uguale (Dual SMA: 10,3%) ma con perdite dimezzate e un anno peggiore di appena −6,4%. Il momentum è un'assicurazione, non una macchina da soldi.
2 · Il semplice batte il complicato
Gli indicatori lenti e "noiosi" (media a 200 giorni, incrocio 50/200, rendimento a 12 mesi) migliorano il rapporto rischio/rendimento e restano vicini al mercato. Gli indicatori veloci e nervosi (MACD, RSI, breakout corto) fanno troppe operazioni — fino a 448 — vengono sballottati dai falsi segnali e dimezzano più volte il capitale finale rispetto ai filtri lenti. Più clic non vuol dire più soldi: spesso il contrario.
3 · Vinci poche volte, ma quando conta davvero
Le strategie momentum battono il compra-e-tieni solo nel 15-30% degli anni. Nella maggior parte del tempo — i mercati che salgono tranquilli — restano un po' indietro, perché a volte sono "fuori" mentre il mercato sale. Recuperano tutto (e di più) nei grandi crolli, restando al sicuro quando gli altri affondano. Paghi tante piccole "franchigie" per evitare i due o tre disastri veri.
Il whipsaw è il nemico degli indicatori veloci: il mercato oscilla attorno alla soglia del segnale, la strategia entra ed esce di continuo, e ogni giro paga costi e piccole perdite. È il motivo per cui MACD e RSI, con 358 e 448 operazioni, finiscono con un quinto del capitale del golden cross, che di operazioni ne ha fatte 16 in 33 anni.
Quindi, cosa scelgo?
Compra e tieni, se…
- hai un orizzonte lunghissimo (10-20+ anni)
- hai lo stomaco per vedere il conto dimezzarsi senza vendere
- vuoi la massima semplicità e meno tasse e costi
- non guardi il portafoglio ogni giorno
Un filtro momentum lento, se…
- un −50% ti farebbe vendere nel panico (il vero rischio)
- preferisci un percorso più liscio, anche a costo di guadagnare un filo meno
- accetti di fare qualche operazione l'anno e di "restare indietro" nei tori tranquilli
- usi le versioni lente (200 giorni, 50/200, 12 mesi) ed eviti gli indicatori iper-reattivi come sistema unico
Come abbiamo fatto i conti
In parole semplici. Dati: SPY, l'ETF sull'S&P 500, con i dividendi reinvestiti, dal gennaio 1993 a oggi. Regole identiche per tutti: 100.000$, o dentro (azioni) o fuori (liquidità che rende come un titolo di Stato a 3 mesi), niente leva, niente vendite allo scoperto. Onestà metodologica: il segnale si legge alla chiusura di ieri e si esegue oggi (niente "senno di poi"), e ogni cambio di posizione paga un piccolo costo realistico. Lo studio nasce da un notebook di analisi sviluppato in Python su dati reali.
Conclusioni
La domanda iniziale era "meglio Buy & Hold o momentum?" e i numeri hanno risposto con precisione: dipende da quale nemico vuoi combattere. Se il tuo nemico è il rendimento mancato, il Buy & Hold resta imbattuto. Se il tuo nemico è il crollo che ti fa vendere nel momento peggiore — ed è il nemico vero della maggior parte degli investitori — un filtro momentum lento compra protezione a un prezzo ragionevole. Quello che i dati bocciano senza appello è la via di mezzo nervosa: entrare e uscire di continuo su indicatori veloci, il modo più efficace che esista per trasformare 3 milioni potenziali in mezzo milione.